La mia Arte



Come fotografo sono legato alla realtà che riproduco; come artista so di poterne prescindere. Da questa contraddizione nascono le mie opere, che sono fotografie, che dunque riproducono tracce di realtà, ma che lo fanno attraverso il filtro della fantasia e della mia passione per tutto ciò che appare “vintage”, pittorialista, Romantico (in senso culturale) e carico di suggestione.
Il mio campo d'azione prediletto è il paesaggio, soprattutto quello in cui l'opera dell'uomo e quella della natura riescono a coesistere in armonia, ed anzi a rafforzarsi vicendevolmente. Non riprendo mai le situazioni di degrado: ritengo che sia più importante evidenziare la bellezza. In questo mi allontano dalle teorie artistiche più recenti, che prescindono dall'aspetto meramente estetico: le mie fotografie debbono apparire “belle” e riprodurre oggetti o paesaggi “belli”. Sono un esteta, e per me l'armonia è fondamentale; lo è soprattutto l'armonia delle forme e per questo utilizzo il bianco e nero (in genere virato con toni pastello) o stampe in cui i colori vengono svuotati della loro violenza ed utilizzati solo come texture aggiuntiva. In tal modo i colori violenti della realtà non offrono appigli alla distrazione.


Le mie foto fanno riferimento al sogno ed alla fantasia, non alla realtà: eliminare o attenuare i colori significa per me sottolineare questo aspetto,  cercando al contempo di suscitare un'emozione affine a quella che un tempo si sarebbe definita “sublime”. Visto che spesso la realtà, ingombra com'è -oramai- di elementi di disturbo della modernità, non consente quasi più di avere una full immersion nella verginità del paesaggio, io ricreo (con tecniche digitali) quella verginità e quella realtà. La fotografia diventa così uno specchio deformante al contrario (intendo al contrario anche di molta fotografia contemporanea), in cui si riflette la passata bellezza, piuttosto che l'attuale degrado. La mia vuole essere così una vibrata protesta verso la distruzione della natura, del paesaggio e della cultura che il progresso sta attuando a ritmi sempre più incalzanti.

Utilizzo fotocamere digitali di tutti i tipi, dalle reflex alle compatte, oltre a obiettivi autocostruiti (simple lenses) e sono un appassionato di toy cameras (Holga) e fotocamere vintage. Ricorro spesso alla fotografia all'Infrarosso ed anche al foro stenopeico (su pellicola).

Parte importante del mio lavoro è la stampa, eseguita su carte fine art o su supporti chimici (c-prints) per le foto elaborate “a monte”, o su carte atipiche, acquarellate o virate con caffè, the o altri pigmenti naturali per le immagini più tradizionali, che divengono in tal modo esemplari unici. Applico spesso anche ritocchi e modifiche manuali alle mie stampe, proprio come facevano i fotografi pittorialisti a cavallo tra il XIX e il XX secolo.